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EdizioniCONVALLE

                 Le nostre pubblicazioni * Ultime arrivate *

L’animo femminile resta un affascinante mistero.

L’autrice descrive le vite di Sophie, Victor e Maryanne in una luce venata ora di malinconia ora di mistero e li seguiamo, giorno dopo giorno, nei loro pensieri, nelle attese e soprattutto nella ricerca di un po’ di felicità.

L’amore sembra volersi nascondere tra scenari da sogno lungo la costa italiana, poi tra le immagini di una metropoli lontana e appa-rentemente priva di anima. Eppure il destino è già all’opera, ancora una volta schierato col tempo e le sue incognite.

L’amore può essere una scelta, così come la solitudine?

Le vicende personali, i colpi di scena che esaltano la scrittura impe-tuosa e allo stesso tempo concreta della scrittrice, sono trasmessi con estrema naturalezza. Un punto di forza che fa assaporare il risveglio dell’amore, il riscatto per qualcosa che appariva perduto e, sopra ogni altra cosa, la meraviglia di poter leggere dentro sé stessi, sempre e comunque.

dalla prefazione di Emma Barberis

A volte ci vuole un coraggio enorme per inseguire i propri sogni. Lo

sa bene Antonio, che all’alba della sua vita da adulto, trascinato da una

serie di circostanze, comincia un percorso non adatto a lui e dal quale

ben presto si sente schiacciato. Cerca di aiutarlo Ambra, amica tenace

e indomabile, l’unica in grado di capire i suoi sentimenti. Ma anche

Ambra deve affrontare i propri fantasmi interiori, che da sempre tiene

chiusi in sé e che solo la vicinanza di Antonio riesce a portare alla luce.

E così, mentre la trama si evolve tra domande incalzanti, sicurezze da

mettere in gioco e sentimenti contrastanti, seguiamo due percorsi diversi,

ma in qualche modo complementari, di crescita personale, che corrono

in parallelo alla ricerca di un contatto profondo con la natura. Un

romanzo sul coraggio di affrontare sé stessi, che ci spinge a riflettere sul

concetto di ambizione, sul rapporto tra genitori e figli e sull’importanza

dell’amore e dei sogni, sullo sfondo di una Sardegna che sa d’intensa

poesia e sconfinata libertà.

Elisa, diventata da poco madre di una bambina, si accorge di non essere adeguata a rivestire un ruolo che la società contemporanea

ha trasformato quasi in un mito. Pur vivendo un’esperienza che tutti definiscono meravigliosa, è investita da una serie di cambiamenti, presunti o tali, che riflettono come in uno specchio distorto i legami con le persone più vicine a lei. Nessuno ne è esente: marito, madre, amicizie di vecchia data, nuovi incontri. Cercando di trovare un equilibrio che sente sempre più precario, si rifugia con la piccola nel paesino in cui ha trascorso l’infanzia, sicura di trovare risposte salvifiche. Troverà, invece, dubbi ancora più marcati capaci di avvilupparla fino ad arrivare alla condanna morale degli altri che, in un effetto domino, porterà anche alla sua.

Ma la storia di Elisa è davvero questa? Quali verità nasconde?

“Il nome Kaleidos è composto da kalós, in greco bello, ed eidos, immagini o idee. Racconti originali come i loro protagonisti, dal thriller psicologico, al noir, al quasi horror, al racconto ironico, e tutto questo sempre con un carico di arguzia e pathos, là dove ce n’è bisogno, o delicatezza estrema. Marco Lazzaro osa far parlare i suoi personaggi con le azioni e li connota psicologicamente seminando metafore strabilianti. Personaggi che provengono da paesi diversi: Stati Uniti, Europa, Australia, Giappone, Siberia; uomini e donne, soli o in coppia, ognuno con la sua miseria e gloria in cerca di un riscatto che a volte è solo sognato, altre perseguito, altre ancora colto. La sensibilità dell’autore è volta a indagare le solitudini di chi si sente diverso, minorato, difettato rispetto all’omologazione socioculturale e crea una sfilata di antieroi, quelli che alla fine ti conquistano perché non hanno super poteri, ma infinite ammaccature che accecano come medaglie al valore.”

Ogni storia narrata, nella sua specificità e inestimabile preziosità, viene proposta a chi legge con una seducente semplicità che va a vellicare, proprio come la fotografia da cui trae spunto o che vi si abbina con sinergia ineccepibile, le corde del cuore scatenando così un’emozione unica e intima, proprio perché autentica.

Un’analisi attenta del pensiero e del sentire di ognuno, uno scandaglio fotografico e letterario di inusuale nitore, il quale è in grado di scavare l’anima attraverso affre-schi rubati al contingente, alla semplice e per questo alquanto vera umanità. Si sciolgono così in spaccati di vite questi racconti uniti alle immagini che descrivono la scena narrata, o forse sono le fotografie a liquefarsi in sprazzi di esistenze immortalate e poi corredate da narrazioni scritte: chi può dirlo?

Dalla prefazione di Giuliana Degl'Innocenti

Un’incantevole abbazia, sulle colline dell’Oltrepò Pavese, diventa teatro di un accadimento misterioso, che Don Michele non esita a definire demoniaco. Viola Ferrari, neopromossa commissario, si troverà a indagare sul caso insieme alla squadra mobile di Folera. L’incontro con un bambino farà vacillare tutte le certezze di Viola. “Rosso tulipano” è un thriller psicologico, in cui l’investigazione della protagonista si spinge oltre la realtà, in un mondo parallelo che si snoda tra ricordi e presenze del passato.

Una vita benedetta dal cielo, così definisce la sua, Rosalia, fotoreporter di professione, che si trasferisce da Vietri a Roma, città che ama sin da bambina. E da quel momento la sua esistenza subisce una vera e propria svolta.Nella città eterna, trova inaspettatamente l’amore, che per lei arriva nelle vesti di un attraente e riservato protettore del Papa. “Il mare nei tuoi occhi” è un romanzo d’evasione ma tocca anche temi profondi, come la fede e la conversione. Una storia d’amore intensa e delicata al tempo stesso che insegna ad avere fiducia nella vita, anche nei momenti di difficoltà. Un romanzo dove la bellezza della capitale spicca e con essa anche il fascino del Vaticano.

A distanza, la cupola della basilica svettava maestosa nel cielo azzurro di

quella meravigliosa giornata di ottobre e un raggio di sole ne colpì la sommità

riflettendo il suo intenso bagliore, come a voler essere di buon auspicio.

Il personaggio portante di questa raccolta di cinquantanove racconti brevi più uno è Andrea Gentile. Il nome e il cognome rappresentano una sorta di ossimoro di quello che lui è, un uomo maschio, forte, se riferito ad Andros che è all’origine greca del primo, contrapposto al suo cognome, Gentile. Il personaggio è sempre presente, sia quando si manifesta in prima persona, sia quando lo fa attraverso i suoi incontri, le sue amicizie, i ricordi, i sogni, gli incubi, le nostalgie. I racconti attraversano il tempo, immaginano le strade della sua città, Livorno. Ci portano anche in posti lontani, vissuti o solo immaginati. Ci portano a riflettere sul periodo della pandemia, trascorso spesso in solitudine, al chiuso delle case, al chiuso di noi stessi, nell’impossibilità di relazionarci con gli altri. Andrea Gentile lo fa mettendo insieme ironia e malinconia, gioia e dolore. Mettendosi a nudo e portandoci accanto a lui a vivere, nel fulcro centrale, l’esperienza traumatica della morte improvvisa del padre.

Una silloge circolare che parte dall’amore per arrivare all’Amo-re, all’Anima. Una silloge che mostra un percorso individuale, nel quale molti di noi – forse tutti – si possono riconoscere e iden-tificare. Una silloge poetica che regala un messaggio importan-te, quello legato alla speranza, perché al di là di qualsiasi caduta, troveremo sempre una mano – in questo caso divina – pronta ad aiutarci a rialzarci.

Scalo le onde dell’oceano

appiattisco le montagne

e rimango qui.

Sola

sorda

e inascoltata

nel mio celestiale silenzio.

L’amore è un mistero e deve trovare la sua strada.

È quello che accade a Emilia, agente letterario milanese quando, dopo la fine di una lunga relazione, decide di dare una svolta alla sua vita trasferendosi a Trieste, città a cui è legata dai ricordi dell’infanzia.

Nella nuova abitazione troverà una busta dimenticata dal vecchio inquilino che in qualche modo collega Amedeo a Claudio, i due uomini che sono entrati a far parte della sua nuova vita.

Un romanzo che indaga i sentimenti con i suoi nodi da sciogliere; ma anche una riflessione sul talento e il business.

Così definisce questo romanzo la scrittrice Lisa Luzzi nella prefazione: “Il manoscritto è la storia di Emilia in una Trieste che sa di restituzione. Così ogni cosa torna al suo posto, ogni persona trova la sua casa. Tutto questo mi ha portato il vento che ho sentito tra le pagine di Stefania Convalle.”

L’eroe Jason Monroe intraprende una nuova avventura, affrontando un nemico mai visto prima: attraversando diversi mondi e realtà, il protagonista sarà in grado di tenere testa a una delle più grandi minacce, l’Apocalisse?

Quattro cavalieri, che lo porteranno al limite delle sue possibilità e gli permetteranno di sbloccare conoscenze e abilità che lo aiuteranno ad affrontare ciò che deve ancora succedere.

Seguito del romanzo “Monroe, il predatore di demoni”, questo libro narra le pericolose peripezie dell’uomo che, in prima persona, racconta come è proseguita la sua storia e come potrà fronteggiare la più grande minaccia che il mondo possa vedere...

Luca e Fabio, due ragazzi diversi uniti dal destino. Il primo, timido
e impacciato, si innamora fin da subito del bello e atletico
Fabio creando un rapporto dapprima basato sull’amicizia, e poi
sull’amore. Per conquistare questa meta, però, Luca dovrà combattere
contro pregiudizi e remore interiori che gli permetteranno
di diventare finalmente un uomo. Romanzo dalle forti tinte
sociali, "Il peccato dell’innocenza” si inquadra all’interno di quel
filone sottovoce del romanzo omosessuale che ha visto Umberto
Saba, Pier Paolo Pasolini e Pier Vittorio Tondelli quali capostipiti
nell’ambito della letteratura italiana.

La storia ambientata nello studio legale di un penalista descrive la vicenda della giovane praticante Elena Santini, determinata e passionale, la quale sceglie di rimanere accanto a un uomo enigmatico e volubile, Gianbattista Baroni. Su entrambi i protagonisti incombe un opprimente passato, che li fa oscillare su un’altalena di passione e senso di colpa, segreti e crepe che si aprono sulla vita quotidiana e sulla loro relazione. Ma come in un castello di carte, un flebile alito di vento può far crollare tutto. In questo romanzo Giuliana Degl’Innocenti narra di come, quando nasce un amore, fragilità, gioia e speranza ci invadono e le parole mancano. Indaga, allora, i pensieri, le speranze e i sentimenti: ponti gettati verso l’altro. Forse, verso l’attimo imprevisto in cui la felicità finalmente dilaga e amiamo fino in fondo, senza paura.

La storia del XX secolo riprende vita attraverso le vicende di sei protagonisti più uno, Maia, che ne traccia l’esistenza e li restituisce alla luce per mezzo dei ricordi. L’espediente dei flashback permette a Maia di oltrepassare le soglie del tempo con disinvoltura e le consente di attribuire un significato alle parole e ai gesti che si sono ripetuti di generazione in generazione e che durante l’infanzia, talvolta, apparivano incomprensibili. La ricerca delle proprie origini, i legami con la terra e il senso di appartenenza ai luoghi diventano il filo conduttore della narrazione. Allora, la memoria personale si trasforma in unostrumento efficace per indagare non soltanto il proprio vissuto familiare, ma anche i cambiamenti storici, sociali e culturali avvenuti tra il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto negli ultimi cento anni.
Il finale a sorpresa è un inno al naturale ciclo vitale e porta con sé una ritrovata pace interiore e un messaggio di speranza.

La nostra esistenza è tesa, per lo più, al raggiungimento di d-terminati traguardi. Si vive, divorati dall’andare del tempo, alla ricerca spasmodica di un senso da dare ai nostri giorni. Ma lungo il cammino si finisce spesso per inciampare sui gradini dell’abitudine. Si entra in modalità “pilota automatico” e tutto, lentamente, si fa monotono. Gli stessi gesti, le stesse ore, le stesse azioni. Quelli che erano sogni, diventano noiosi programmi. Quel che pareva un bellissimo percorso, si trasforma in un binario, lungo il quale trascinarsi. L’abitudine prende il comando. Da questo stato confuso di smarrimento interiore, scaturisce l’esigenza di un viaggio diverso. Un viaggio da e verso la nostra intimità. Un viaggio per ritrovare il nostro io, la nostra anima. Alla ricerca della verità più profonda. Un viaggio che ha un inizio, ma non una fine.

Martina è l’ottava figlia di una coppia di poveri contadini. Da subito la sua bruttezza e soprattutto i suoi capelli rossi, considerati indice di cattiveria e di maleficio, la renderanno una creatura emarginata e maltrattata nonostante dimostri di avere un’intelligenza e una memoria fuori dal comune. Anna è figlia di Valerio, un medico che vive in una località sul Lago di Garda, e di Margot che viene dalla Provenza. È una bambina felice e amata finché, quando ha appena undici anni, i suoi genitori muoiono in quello che viene definito un incidente automobilistico. Sara è figlia di Checco, il macellaio di un piccolo paese in provincia di Verona, e di Rosita, una donna dal passato ambiguo, che poco dopo la sua nascita se ne andrà e non si farà più viva. Tre donne che, di fronte al dolore dell’abbandono, reagiranno in modo diverso. Tre destini inconsapevolmente uniti fino alla fine.

Ilaria, ormai prossima al matrimonio, è una giovane donna con una vita modulata sulle ambizioni della madre; vive questo destino come l’unico possibile, sorda ai cambiamenti di costume che prendono piede agli inizi degli anni Settanta. L’accidentale incontro con Bianca, una strana bambina di cui si prenderà temporaneamente cura, l’accostarsi a una realtà umana lontana dalla sua costringeranno Ilaria non solo a sviscerare segreti di famiglia, ma ad affrontare i nodi cruciali che l’hanno relegata al ruolo di ragazza per bene.Sarà un percorso doloroso sebbene liberatorio, in cui scoprirà che la verità si rifugia in piccole cose, e alla fine niente sarà come prima.

Tante donne, tante voci, la maternità. È l’essenza stessa dell’essere madre il focus di questo romanzo. L’amore per i figli, l’amore per la vita; nonostante tutto. Un figlio. Le origini, la ricerca della propria storia, le orme lasciate nel passato. Intrecci. Intrecci infiniti di sentimenti. Il giorno dell’abbandono, quello in cui tutto finisce e allo stesso tempo comincia. Prospettive, dolore, incontri, verità taciute. Essere genitori ed essere figli; la magia di questo legame che trascende tempo e distanze.

Totò De Luca è un ragazzo brillante, sensibile e di buona famiglia. Studia

pianoforte al Conservatorio ed è al suo ottavo anno di corso.

Tuttavia, studiare musica non è la sua passione ed è combattuto tra

l’abbandonare gli studi, come gli suggerisce di fare l’istrionico cugino

Stefano, e il portarli avanti, come invece lo incoraggia Matilde, la sua

amica del cuore. Nonostante i tanti tormenti decide di proseguirli, e

superato non senza fatiche il primo degli ultimi due anni che gli restano

per completare il percorso accademico, fa una scoperta che rischia

di mandare in fumo i suoi obiettivi. Ma il suo viaggio verso la maturità

è soltanto alla prima di tante prove che il destino gli riserverà, e l’ingresso

nell’età adulta arriverà solo dopo una lunga serie di errori, fallimenti

e scoperte di scomode verità.​

Alla luce dell’ombra è ambientato fra Londra e la Svizzera delle banche di alcuni anni fa, e ruota attorno a tre personaggi.Tre individui; tre dimensioni; tre storie che, legate da un inscindibile filo comune, dovranno convergere in un unico punto d’incontro. Sempreché tutto vada come programmato. Sempreché neppure il minimo passo falso metta a repentaglio l’intero piano. Fino ad allora non vi sarà alcuna certezza, se non quella di non poter più tornare indietro. Quando, e soprattutto perché, i loro percorsi si congiungeranno non è dato sapere. Perché solo il tempo lo rivelerà. Solo gli eventi lo spiegheranno. Fino a quel momento, Jaan, Roberto e Eugene potranno solamente vivere alla luce dell’ombra.

Scrivere, a volte, diventa un mezzo per fare qualcosa per gli altri. Ed è questo lo scopo della raccolta di racconti tra le vostre mani: mettere la propria capacità di narrare al servizio di una buona causa.

La nostra buona causa, alla quale abbiamo legato l’opera, è devolvere i diritti d’autore all’associazione C.H.I.A.R.A. che sostiene le donne in difficoltà.

Sono molto orgogliosa che le autrici e gli autori che seguono il mio laboratorio di scrittura abbiano aderito a questa iniziativa dalla doppia valenza: quella di far parte di una bella opera che celebra il Natale da tanti punti di vista e quella di contribuire, attraverso la propria passione, a sostenere chi ha bisogno di una mano.

In questa raccolta troverete trenta penne diverse, sia per esperienza – tra loro c’è chi ha già pubblicato, ma anche chi ha iniziato questo percorso da meno tempo – che per stile narrativo. La varietà dei racconti offrirà, quindi, a voi lettori uno sguardo sul Natale a tutto tondo. Troverete gli aspetti che legano questa ricorrenza alle riunioni famigliari; a chi si trova costretto a festeggiarlo – invece – lontano da casa; chi lo ama e chi lo odia; chi lo lega a un aspetto esclusivamente religioso. Insomma, un insieme di racconti che soddisferà il gusto di ogni lettore, appagando ogni preferenza letteraria.

Direi che concludere questa breve introduzione all’opera con una citazione del manuale di scrittura “Scrivere”, da me pubblicato nel 2019, calzi a pennello:

Resta ben poco da dire.

Ma resta anche tanto da dire.

Nel frattempo scrivete e ricordatevi sempre che ciò che scriviamo sopravvivrà a noi e parlerà di chi siamo stati.

E noi non ci saremo più per precisare alcuna cosa.

Quindi metteteci il cuore. Sempre.

Il cuore è presente in ogni racconto e soprattutto questa raccolta rappresenta quello di ogni autore che ha donato una parte di sé per una buona causa: quella di intrattenervi, di farvi sorridere, di commuovervi, non da ultimo quello di aiutare qualcuno.

Buon Natale, caro lettore, da me e da tutti gli autori.

Stefania Convalle

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Il 2 Febbraio 2017 nasce, in Luna crescente, la Edizioni Convalle.

Una nuova fase della mia vita: non solo scrittrice, ma anche editrice. Un doppio ruolo che mi darà  la possibilità di fare l’editore col cuore di un autore.

So bene cosa significhi affidare un proprio scritto ad una casa editrice, e spesso accade che i nostri “figli” di carta vengano trascurati. Ecco perché il proposito numero uno è accogliere le vostre opere con affetto, rispetto, per poi prenderle per mano nel cammino di una pubblicazione sana e felice!

Idee? Tante. Progetti? Un’infinità.

Cosa cerco: autori che si mettano in gioco, autori che abbiano qualcosa da dire con le proprie opere, autori che dimostrino cura nei testi che mi vorranno proporre – testi di qualsiasi genere, senza preclusione alcuna – autori con i quali formare una squadra perché la parola d’ordine sarà “INSIEME”.

Non state sognando: è nata la VOSTRA casa editrice.

                                                                                                             Stefania Convalle

Editing-Pubblicazioni


La Casa editrice col cuore d’autore.

Stefania Convalle, la fondatrice, è scrittrice, ma sogna una casa editrice che offra un vero supporto agli autori.

Edizioni Convalle: cosa cerchiamo?

Cerchiamo autori che, in primis, abbiano voglia di mettersi in gioco in un lavoro di collaborazione con l'editore. Sappiamo tutti che il lavoro successivo alla pubblicazione è fondamentale per farsi conoscere. L'autore ideale di questa casa editrice, che definirei innovativa per le modalità che si propone, ha voglia e tanta energia per fare un lavoro di squadra, allo scopo di divulgare al meglio l'opera in questione.

Le collane che si andranno a formare... Prima di tutto, opere ben scritte; sembra un'affermazione scontata, ma non lo è.

Leggeremo opere senza preclusioni di genere, narrativa, poesia, saggi, manuali, guide, diari, racconti, fiabe, storie per ragazzi. Sceglieremo quello che ci piace e quello in cui crediamo, perché metteremo anima e cuore, tanta energia, oltre l'investimento economico, per far emergere le opere pubblicate.

Sarà un cammino impegnativo, ma non ci spaventa. L'importante è non dimenticare la parola d'ordine: INSIEME.


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